La storia di Aids

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La storia di Aids

Non è mai stato il desiderio di verità a causare le rivoluzioni, ma solo e sempre la volontà di sostituire la ‘verità’ di una fascia sociale alla ‘verità’ di un’altra. Questo processo, attraverso il susseguirsi di livelli di ‘verità’ funzionali alle esigenze di fasce sociali sempre più vaste, ha condotto alla fine all’affermazione della democrazia, sia pure incompiuta. Ora però siamo a una fase in cui la collettività, nel suo irrefrenabile moto verso lo sviluppo, non ha più avversari a scapito dei quali combattere. Per il momento riesce ancora a eludere il confronto con le proprie responsabilità riversandole sulla serie retorica delle categorie di cattivi storici, su nuovi capri espiatori, su intere classi di colpevoli; ma si avvicina il momento in cui dovrà rivolgere l’analisi contro se stessa, infrangendo così la composita barriera delle finzioni collettive, delle pseudoculture nel folto delle quali ha finora celato il massimo dei suoi vizi, la cosa dalla quale tutto il male discende: il disimpegno: quel disimpegno che è sempre stato l’asse intorno al quale ha ruotato la cultura di massa in generale e la cultura occidentale in particolare. Tra non molto, quando questo processo, già evidentissimo, sarà divenuto innegabile, tutto sfocerà nel ‘pentimento’ e nella ‘commozione collettiva’, e quindi – sempre che la mente collettiva non escogiti qualche nuovo espediente per eludere nella sostanza quello che si affermerà nella forma – nella formulazione di una vera morale: una morale finalmente irreligiosa. Questo perché la mente collettiva (una precisa entità che si concreta nel coacervo dei principi di fondo che il contesto degli uomini media istante per istante di dover avere in comune nell’interpretare la realtà), sa bene di avere dovuto inventare questo o quel dio solo e sempre per garantire gli equilibri sociali via via vigenti, ma sa anche che con questo metodo non può più risolvere i problemi della modernità. È tecnicamente impossibile, infatti, che una mente nella quale siano presenti e ‘operino’ idee illogiche, come l’idea che possa esistere un dio, un demonio, l’immacolata concezione o i miracoli, possa poi in altre cose essere coerente, ragionevole, giusta e così via. Comunque, quando questa nuova morale si affermerà, un momento credo vicino, inizierà, non la seconda repubblica, bensì l’era dell’intelligenza, che succederà all’era della furberia, che dura dal primo apparire dell’uomo sulla terra. Questo libro è una delle tre raccolte di documenti (La storia di Aids, La fase di Saul, La fase di Ilenya) dettati ogni volta dalla necessità, negli anni, di colpire in un punto strategico la mente collettiva per rompere gli equilibri e causare che questo processo, iniziato il 10 maggio 1985 con la Lettera di dimissioni di un avvocato della CGIL dal sindacato e dal PCI, andasse avanti. È infatti una triste considerazione, ma nulla di quanto è accaduto in questi otto anni è mai stato conseguente a un qualsivoglia gesto di buona volontà: dal crollo della cultura degli armamenti al crollo del muro di Berlino, dalla fine della apartheid ai procedimenti penali degli ultimi mesi, tutto è stato sempre, solo ed esclusivamente causato dalla rottura degli abominevoli equilibri vigenti, la cui crisi ha man mano provocato i cambiamenti ai quali abbiamo assistito. ALM

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